Psicologia

I nativi digitali

Riflessioni psicologiche introduttive a un tema di vasta portata: essere genitori al giorno d’oggi vuole dire sostenere i propri figli, cosiddetti “nativi digitali” e crescerli non solo nel mondo analogico, ma anche in quello digitale.

 

I nostri figli si trovano da subito immersi in due mondi, così come insegniamo loro a vivere nel mondo reale, dobbiamo preoccuparsi di insegnare loro a vivere anche nel mondo digitale.

Spesso questa seconda sfera della vita odierna è lasciata un po’ al caso, ma si tratta di un grosso errore.

Le nuove generazioni hanno necessità di essere supportate a piccoli passi nella vita online così come facciamo nella vita off line.

È importante far capire loro che si tratta di una fetta di mondo dove gli altri esistono con le loro emozioni, dove non è possibile fare e dire di tutto, proprio come non lo è nella vita reale. Insegnando che è un’area che offre tante possibilità ma anche pericoli, proprio come il mondo vero e va conosciuta a poco a poco e, fino ad una certa età, sotto la stretta sorveglianza di un adulto, esattamente come il mondo analogico, anzi di più.

Da 0 a 2 anni

Un bambino al di sotto dei due anni ha bisogno assoluto di interazioni reali, di vivere esperienze senso-motorie, di avere a disposizione adulti che interagiscano con lui dedicandogli tutta l’attenzione.

Questo vuol dire cambiare le proprie abitudini:

Dovremo dedicarci al proprio piccolo per molto tempo e dovremo riservare molto meno tempo ad attività cui magari prima andava parecchio del nostro impegno quotidiano, ad esempio lavorare al computer o utilizzare il tablet.

Vale per ogni tipo di interazione ma soprattutto per un bambino così piccolo che ha meno risorse per decodificare quel che gli succede attorno, l’interazione dev’essere totale tra lui e l’adulto, non gli fa bene interagire con un adulto che utilizza nel mentre telefono o tablet. Perché l’attenzione che riceverà non sarà totale, l’altra persona non sarà interamente presa dalla comunicazione con lui e toglierebbe ricchezza, ad esempio con il mancato o più scarso contatto oculare.

In questa fase l’approccio alla vita dev’essere senso-motorio, il bambino ha bisogno di confrontarsi con situazioni, materiali e interazioni reali, che possa toccare, che reagiscano in maniera concreta, con tempi e modi adeguati a queste delicate fasi dello sviluppo.

L’uso di telefoni e tablet comportano delle modalità spesso uguali e ripetitive che non aiutano questa fase dello sviluppo.

Da 3 a 6 anni

I bambini iniziano ad essere più autonomi nelle interazioni con il mondo. Hanno iniziato a frequentare la scuola, a rendersi capaci di “cavarsela da soli” con il gioco con i loro pari. In queste fasi ci vedranno utilizzare mezzi tecnologici e potrebbero iniziare ad utilizzare con noi alcune funzioni: ad esempio stare insieme alla mamma o al papà per parlare con i nonni con una video-chiamata.

Guarderanno sicuramente alcuni cartoni animati durante le loro giornate, è buona prassi però che siamo noi a selezionare quel che possono vedere, senza lasciarli liberi di navigare, così come non li lasceremmo liberi di vagare per la città, non è bene lasciarli liberi di navigare per la rete.

Da 7 a 10 anni

Hanno già iniziato la scuola e l’uso di internet può diventare talvolta un alleato nelle “ricerche” per la scuola, sempre sotto la stretta supervisione degli adulti.

Oggi si legge anche in digitale, magari la lettura di un ebook può essere un buon primo approccio con il tablet.

 

Una buona prassi, in senso generale, è non perdere di vista il parallelo tra vita analogica e vita digitale. Domandati sempre: cosa ti sembra pronto ad affrontare da solo tuo figlio in relazione alla sua età e alle sue capacità nella vita reale? Lo stesso può valere nella vita digitale, o forse anche meno.

A che età lo lasceresti passeggiare da solo per la città senza seguirlo? Questo può essere un buono spunto di riflessione per capire che anche nel navigare in rete ci sono pericoli e opportunità.

Internet è uno strumento, il COME lo utilizziamo fa la differenza.

Il modo in cui insegniamo ai nostri figli a vivere anche nel mondo digitale da una enorme differenza.

Tu come ti comporti con i tuoi figli rispetto all’uso dei dispositivi tecnologici?

 

Tiziana Capocaccia

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